Sono poche le cose sicure su cui possiamo contare e una di queste è che se vieni al mondo prima o poi sai che dovrai andartene. Ovviamente si spera sempre che sia poi e non prima, ma a questo punto l'unica cosa veramente importante è come utilizziamo quel tratto di vita che passa fra l'inizio e la fine.
Ovviamente bisognerebbe sempre cercare di utilizzare questo nostro cammino, nel tempo che ci è concesso, nel modo migliore, costruendo qualcosa di buono, lasciando un segno positivo del nostro passaggio, cosicchè il ricordo che lasciamo della nostra presenza sia un ricordo legato al sorriso e non alla rabbia.
Non è necessario farlo unicamente per quello che concerne la nostra vita personale, nel piccolo cerchio che riguarda coloro che condividono la nostra vita, amici e parenti, ma dovremmo anche estendere questo impegno nel nostro lavoro, nella salute, nel comportamento verso ciò che ci circonda.
Dice la fisica che ogni azione provoca una reazione uguale e contraria, per cui se non rispettiamo il luogo dove viviamo non possiamo pretendere che poi le cose vadano sempre bene: inquinare senza preoccuparsi delle conseguenze ci ha portato a far sì che il clima, non mantenendosi nei suoi binari abitudinari, cambiasse a tal punto da diventare un vero e proprio nemico per noi esseri umani. Il clima un "nemico"? No, siamo noi ad essere stati e a continuare ad essere nemici del clima.
Se studi approfonditi ci dicono che ci sono luoghi dove costruire è un azzardo perchè c'è un vulcano attivo nei paraggi o un fiume che ha l'alveo più alto del terreno circostante, o perchè non ci sono terreni adatti per fare delle fondamenta di una casa, noi la dobbiamo smettere di continuare a costruire in maniera dissennata proprio in quei luoghi, magari aggirando le leggi o ignorandole, perchè prima o poi tutti i nodi vengono al pettine e si verificano disastri dove innocenti perdono la vita.
Se si scatenano malattie virali e non facciamo nulla per difendere la salute nostra e dei nostri cari, anzi col nostro comportamento menefreghista aiutiamo il contagio, poi non dobbiamo lamentarci se si finisce con un casco per l'ossigeno in testa e non si riesce più a respirare.
Non è solo su questi importantissimi argomenti che ci dovremmo soffermare, ci sono anche cose più banali: se si progetta una autostrada si dovrebbero fare calcoli esatti di previsione di quello che sarà il traffico anche dopo 20 anni, non limitarsi a costruirla per il traffico di quel momento. Pensare, prevedere, mettere in campo la lista dei vantaggi e degli svantaggi questo dovremmo fare per ogni singola impresa e non limitarci a pensare all'oggi. Se vogliamo che un oggi esista anche domani.