a me gli occhi

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Miw - la gatta

mercoledì 29 aprile 2020

Chi la vuole cruda, chi la vuole cotta...

E stiamo per arrivare alla fantomatica fase 2.
Già si sprecano le critiche da una parte e dall'altra, chi vuole che si tenga chiuso, chi vuole riaprire l'attività subito...insomma chi la vuole cruda e chi la vuole cotta. No, non è così semplice, non ci sono solo due alternative. L'Italia è formata da circa 60 milioni di persone e se vogliamo andare a vedere ognuna di loro ha la sua idea che ovviamente pensa che sia la migliore di tutte.
Ecco, immaginiamo una famiglia numerosa, ogni appartenente a questa famiglia ha i suoi gusti e giustamente quando si mette su la pentola per cuocere la pastasciutta la mamma cerca di accontentare tutti...beh! proprio tutti non è fattibile.
Già, c'è chi vuole gli spaghetti e chi le penne, chi le farfalle e chi i bucatini e fosse finita qui, sulla scelta dei formati. No c'è chi ama la cottura al dente, chi la vuole al fil di ferro e chi la vuole un po' più cotta...ah! già! dimenticavo il nonno che è rimasto senza denti e la vuole scotta. Finito? NO! C'è chi la vuole in bianco, chi al sugo, chi al pesto, chi al ragù, chi condita con le verdure (e anche qui abbiamo una larga scelta).
Ma cari miei, la pentola è una sola e bisogna cuocere un solo tipo di pasta, con un singolo tempo di cottura e un solo tipo di condimento. Per cui decide chi cucina e amen.
L'italia in questo momento si trova in questa situazione, decidere se quel piatto di pasta ci andrà bene, se dovremo farcelo andare bene, se vorremo non mangiarlo. Ma dovremo sempre ricordarci che siamo in tanti e non si potrà mai prendere una decisione che starà bene a tutti, ci sarà sempre qualcuno che non sarà d'accordo.
L'unica cosa che potremo fare tutti è stringere i denti e pensare che se non faremo tutti (sì proprio TUTTI) il massimo per evitare una nuova pandemia allora non avremo più il problema di scegliere il tipo di pasta, il grado di cottura o con quale condimento vorremo mangiarla perchè se saremo traghettati nell'aldilà questi problemi non li avremo più!

lunedì 30 marzo 2020

Quarantena

Quello che colpisce di più è il silenzio. Mi affaccio sul balcone e guardo la strada sottostante che è una circonvallazione interna e vedo rare macchine passare. Ci sono i giardini sotto le mura, ma a parte qualche cagnolino che deve fare i suoi bisogni c'è il vuoto.
Ieri nel pomeriggio un bimbo di forse due tre anni ci ha strappato un sorriso: evidentemente erano giorni che stava chiuso in casa e ieri la mamma l'ha portato fuori a correre un poco. Si è fatto la salita di legno che porta alle antiche mura di corsa, strillando di gioia.
Ci si alza la mattina e si accende la radio (Radio Capital) che ci terrà compagnia tutto il giorno con la musica e le notizie.
Le notizie. Un bollettino di guerra, dove invece di leggere gli elenchi dei soldati presi prigionieri o morti si leggono i numeri dei contagiati e dei malati che non ce l'hanno fatta.
Quarantena. Anche il nostro pianeta sta facendo la sua quarantena, anzi più che quarantena la chiamerei depurazione. L'inquinamento è "magicamente sparito" sulle zone dove incombeva indisturbato da anni. L'acqua dei Canali di Venezia è diventata magicamente limpida, l'aria che respiriamo è più ricca di ossigeno.
Quarantena.
Ecco la quarantena ha messo in evidenza chi è capace e chi no, chi sa fare e chi sa solo aprire la bocca e dare fiato. Chi è generoso e chi è egoista e ipocrita. Davanti alla paura esce il vero volto delle persone, davanti alla paura si vede chi è coraggioso e chi è pusillanime.
Quarantena...oggi sono 22 giorni che sono chiusa in casa, ma non mi lamento. Anni fa sono stata chiusa per 70 giorni per lo più sdraiata su un letto, dopo un intervento alla colonna vertebrale. Oggi al confronto stare in casa è una passeggiata, posso muovermi, fare quello che voglio, cambiare orizzonti, cambiando la finestra da cui guardare.
E poi non mi annoio, ho da fare un puzzle di 6000 pezzi e non sono neppure arrivata a farne la metà.
Quarantena. Prima o poi finirà e allora dovremo raccogliere le forze, ricominciare a vivere magari con altre priorità, magari dando importanza a quei principi basilari che avevamo seppellito sotto quintali di cose inutili, senza le quali eravamo convinti di non poter vivere.

martedì 25 febbraio 2020

NON CE LA POSSIAMO FARE...



...no, non ce la possiamo fare, ormai siamo diventati degli esseri che di umano ormai hanno ben poco. Va bene c'è il nuovo pericolo il Corona Virus che stiamo imparando a conoscere molto bene e per il quale sappiamo che dobbiamo prendere delle precauzioni perché (checché se ne dica) il suo indice di diffusione è abbastanza alto, mentre al contrario (anche se tutti sono terrorizzati) il suo indice di mortalità è molto ma molto più basso di una normale influenza virale. Basta leggere i numeri e ci si accorgerà che i casi di decessi dovuti a complicanze influenzali sono molto ma molto più alti dei casi per decesso da corona virus. In entrambe i casi chi muore è al 97% gente che ha un'età avanzata e patologie gravi.
Però ora tutti, o quasi, si sono precipitati a comprare quintalate di mascherine, non di carnevale, ed ettolitri di Amuchina o disinfettanti similari, come se dovessero farci il bagno due volte il giorno.
Non parliamo poi della improvvisa nascita di "ricette chimiche" per farsela in casa l'amuchina e chi è addentro alla faccenda chimica ha un bel sgolarsi per dire che quelle pubblicate sono solo delle gran cretinate, la gente crede di più alle panzane che alle verità dette da chi ci capisce.
Giustamente chi ha la responsabilità del governo dei comuni, regioni ha cercato di isolare, formando delle zone rosse, quei paesi dove si sono registrati i primi casi, cosa che fa pensare siano i punti di partenza dell'epidemia, ma il fatto che si sia dovuto arrivare a mettere posti di blocco sulle vie di accesso  ai paesi la dice lunga sul modo di concepire la responsabilità degli abitanti nei confronti di chi sta fuori da quella zona rossa. Ho sentito di persone che hanno eluso i posti di blocco per andare a fare la spesa in un supermercato di Piacenza (fuori della zona rossa), che hanno preso mezzi pubblici per tornare al paesello natio in altra regione (che non ha contaminazioni al momento), che tranquillamente è partita per fare le vacanze alle Mauritius partendo dalle regioni più colpite in Italia e che si sono visti rispedire a casa senza neppure scendere dall'aereo. Ma quello che mi fa ridere è che da quell'aereo hanno fatto scendere tutti gli altri passeggeri che non provenivano da Lombardia e Veneto e che se gli ultimi erano infetti, avevano avuto tutto il tempo di infettare anche tutti gli altri passeggeri e quindi di infettare anche le Isole Mauritius.
Ho visto scene di accaparramento nei supermercati come se dovessimo affrontare la terza guerra mondiale. Insomma scene che a ben pensarci sono un tantino eccessive. Ormai la nostra società vive di scoop, di gossip, di fake news, di esagerazioni e così anche una nuova influenza è diventata una nuova peste bubbonica. Come se non fossimo già scampati all'aviaria ed ad altri virus influenzali. Darwin direbbe che questi virus servono semplicemente a selezionare la specie umana e a far proseguire gli individui più forti. Peccato non ci sia un virus anche per selezionare quelli che usano il cervello eliminando quelli che non ne fanno uso.

mercoledì 1 gennaio 2020

Primo di 366 giorni

Oggi è il primo di 366 giorni di cui è composto il nuovo anno. Se vuoi che qualcosa cambi, se vuoi che il futuro possa essere migliore allora per prima cosa cambia te stesso e le scelte che farai. Se pretendi che le cose cambino facendo sempre le stesse scelte che si sono rivelate sbagliate, non sperare che le cose vadano meglio.
Quando dovrai decidere se fare questo o fare quello, non affidarti alla fortuna o al tuo mal di pancia, usa il cervello e immagina le conseguenze della tua scelta, pensaci su almeno mezz'ora non affidarti al caso.
Se devi prendere delle decisioni che non comportano solo la tua vita ma anche quella degli altri, pensa a cosa dovrebbero decidere gli altri per loro e per te e cerca di fare una scelta giusta per tutti.
Hai 366 opportunità, nuove opportunità di scegliere il meglio, sfruttale. E come ha scritto nel suo Blog Matteo Bussola, ricordati di scegliere ciò che è stato un "vecchio inizio" ma che per pigrizia o dimenticanza non hai portato a termine: spesso è nel riuscire a portare a termine i nostri propositi o realizzare un sogno che è nascosta la scelta migliore.

lunedì 30 dicembre 2019

meno 3...2...1...

Non ho scritto la letterina a Babbo Natale e non la scriverò alla Befana, tanto possono ben poco contro la stupidità, la cattiveria e la totale mancanza di umanità che stanno dilagando dappertutto. Chiederò solo al nuovo anno, se è possibile, di riportare un po' di orgoglio, di dignità, di onestà in coloro che continuano a proclamarsi cristiani cattolici, italiani onesti, e che invocano sempre il "prima gli italiani": ecco proprio  gli italiani per primi devono mettersi una mano sulla coscienza e onestamente guardarsi dentro. Chiederò all'anno nuovo di far riscoprire quanto sia importante la cultura e soprattutto il sapersi informare senza paraocchi e da più parti, perchè ormai ne leggo troppe di cretinate. Chiederò all'anno nuovo di mandare in black-out internet almeno per un mese, che la gente ricominci a guardarsi intorno e scoprire che al di fuori dello schermo di un cellulare ci sono PERSONE, NATURA, VITA che richiedono la loro attenzione. Chiederò all'anno nuovo che si riscopra il rispetto verso gli altri dove con altri comprendo tutto. 
Credo di aver chiesto troppo, povero anno nuovo, ogni anno è così noi gli chiediamo l'impossibile e ci dimentichiamo sempre di fare quello che invece rientra nelle nostre possibilità.


  BUON 2020

giovedì 23 maggio 2019

I giaggioli





Vi è mai capitato di vedere un oggetto, un colore, un fiore e fare tutta una catena di pensieri che vi riportano al passato? Bene oggi mentre aspettavo l'orario di apertura della scuola materna di mia nipote mi è caduto l'occhio su un cespuglio di giaggioli fioriti e la mente è partita per un viaggio nel passato.
I giaggioli erano i fiori preferiti della Signorina Adele, la nostra padrona di casa a Villasanta negli anni 50, Erano tutti ben piantati lungo il muro di recinzione del cortile dove noi bambini che abitavamo lì andavamo a giocare. A maggio cominciavano a fiorire e riempivano il cortile di quel bel colore violetto intenso. Noi bambini, dovevamo stare molto attenti a non sciupare quei fiori che la signorina Adele, altrimenti, ci sgridava e ci impediva l'accesso al cortile per giocare.
La Signorina Adele.
Noi la vedevamo un po' come una strega, una che all'occorrenza ci avrebbe trasformato in tanti ranocchi e topolini. Ne avevamo timore. Stavamo ben attenti con i nostri giochi a non strillare, non fare confusione, in compenso potevamo giocare in cortile.
La Signorina Adele era una bravissima ricamatrice. Faceva dei pizzi stupendi, grandi, enormi a filet, quello vero, quello che prima devi fare la rete e poi riempire i buchi della rete con ago e filo.
Avrò avuto 9 anni e un'estate la Signorina Adele mi permise di salire a casa sua (abitava sopra di noi) e mi mostrò gli enormi telai che si era fatta costruire e sui quali erano fissati i suoi lavori. STUPENDI! Restai incantata. Allora mi chiese se mi sarebbe piaciuto imparare a fare un centro di filet. Io credo di aver sgranato gli occhi e detto si semplicemente abbassando il capo, che la voce mica veniva fuori.
Allora mi mise a sedere davanti alla spalliera di una sedia e mi insegnò a preparare la rete col filo perlè bianco, rete indispensabile se si voleva poi creare un centrino. Passai l'estate a fare reti, a maglie piccolissime e divenni brava, mi sentivo importante. Poi, come tutti gli anni, andai a passare un mese di vacanza a Verona a casa degli zii.
Io ero quella che arrivava sempre con novità e non vedevo l'ora di vantarmi coi miei cuginetti del fatto che avessi imparato a fare la rete del filet.
Non l'avessi mai fatto! Passai il mese di vacanza veronese a fare reti per il bilancino di mio cugino che andava a pescare sull'Adige col suo amico Walter e che puntualmente riusciva a rompere un giorno sì e uno no.
Sapete cosa succede quando ti costringono a mangiare tutti i giorni i profiteroles anche se non ne hai voglia? che poi non li puoi più vedere i profiteroles, ecco io ho smesso di fare reti e ora non mi ricordo assolutamente più come si faccia a farne una.


giovedì 25 aprile 2019

25 APRILE - Liberazione

Oggi 25 Aprile si festeggia il 74° Anniversario della Liberazione.
Liberazione...
Ma siamo veramente liberi? Siamo liberi di esprimere le nostre idee, questo sì, ma a mio parere non siamo liberi veramente. Finché non ci libereremo di quelle piccole grettezze quotidiane, di quegli egoismi, di quei pensieri di superiorità verso gli altri, finché non ci libereremo di quei campanilismi stupidi che ci fanno litigare tra rione e rione, città e città, squadra di calcio e squadra di calcio arrivando anche all'uso della violenza, NO NON SAREMO LIBERI.
Tutte le guerre iniziano così, con qualcuno che vuole imporre la sua supremazia sugli altri.
Quando ci saremo "liberati" da quelle grettezze, da quegli egoismi, da quei pensieri di supremazia, allora capiremo il vero significato di Liberazione e impareremo ad essere veramente liberi.